Sunday, August 22, 2010

Vinton Serv

Vinton Cerf si arrampica sugli specchi per difendere una proposta indifendibile del suo datore di lavoro:
On further thought and discussion, I'm not nearly as unhappy with this outcome as one might imagine me to be.
Si dichiara persino contento che la Canadian RTC abbia fatto una scelta a favore di una completa net neutrality, anche per il wireless.
Trovo poi stupefacente che Cerf abbia letto la proposta dalla stampa, lui, uno dei padri di Internet, che lavora a Google con il ruolo di Net Evangelist.
La miglior cosa che riesce a dire è che si tratta di un compromesso:
I viewed the discussions with Verizon as an experiment or an exploration of how two rather polarized views of net neutrality could ultimately end up reaching some sort of compromise that both parties would be equally unhappy with.
"Equally unhappy with"?
È questo lo scopo delle leggi?
Rendere entrambi insoddisfatti?
Entrambi?
Le norme non dovrebbero valere per tutti?
Non si dovrebbe cercare la soluzione migliore nell'interesse di tutti?

Davvero non ho parole.
Più si riflette sulla vicenda e più appare sconcertante.
Cerf farebbe bene a dimettersi, come qualcun altro gli ha chiesto, e Google-Verizion dovrebbero vergognarsi e ritirare la proposta.
E pensare che l'Università di Pisa gli ha conferito una laurea honoris causa nel 2006.

Il semplice fatto che Google ammetta la necessità di chiarimenti dimostra che la proposta Google-Verizon alla FCC è quantomeno discutibile nei contenuti oltre che nelle modalità.

Non possono essere due degli attori in causa a proporre una soluzione di compromesso: che dicano apertamente quello che vogliono davvero.
Non si nascondano dietro le "esigenze di eventuali futuri servizi specializzati".
Spetterà all'organo di decisione pubblico (la FCC) di emettere una decisione che rifletta un eventuale compromesso tra le parti, tenendo in considerazione che il suo compito è di salvaguardare il bene di tutti e non di trovare dei compromessi che accontentino qualcuno.

Nel merito, il comunicato riporta affermazioni alquanto discutibili:
FACT: It’s true that Google previously has advocated for certain openness safeguards to be applied in a similar fashion to what would be applied to wireline services. However, in the spirit of compromise, we have agreed to a proposal that allows this market to remain free from regulation for now, while Congress keeps a watchful eye.
Google dunque ammette una delle principali critiche che le sono state mosse.

La frase è tuttavia contorta:

"applied in a similar fashion" a che?
"this market": quale mercato?

e distorce persino le loro stesse precedenti affermazioni.

Google in passato ha sostenuto inequivocabilmente che le reti dovessero essere trattate tutte allo stesso modo, non che solo "certain openness safegurds" venissero applicati in "a similar fashion":

"The policy framework adopted in this proceeding should be network agnostic, applying across both wireline and wireless broadband infrastructure"

Il cambio di linguaggio denota inequivocabilmente un cambiamento di politica.

"for now"?
Fino a quando?

Qual è il criterio in base al quale si dovrebbe porre termine a tale privilegio e discriminazione?

È così che si sono espresse storicamente tutte le dittature militari: resteremo al potere fino a quando necessario.

Ogni disposizione a termine deve indicare con precisione i termini del mandato, altrimenti è ingannevole.

the wireless market is more competitive than the wireline market

Ma quando mai? In USA esistono solo 4 operatori e di questi, due detengono il 75% del mercato.

The chief challenge is to let consumers benefit from these non-Internet services.

Intanto vediamo cosa sono e come funzionano, poi discuteremo se le loro particolari esigenze e i benefici per i consumatori sono tali da giustificare norme speciali.

In Internet la prassi è sempre stata: prima si prova sul campo, si ottiene un broad consensus poi si applica.

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